Il canto... del martello pneumatico
Se il buon giorno si vede dal mattino o meglio dal rumore del mattino, oggi è una lunga giornata. Perchè arriva la primavera, con calma, le giornate si allungano, da subito, la luce si fà più intensa, l'aria a rischio targhe alterne e invece di cantare i passerotti...
Si cominciano le RI-Strut-Tu-Ra-Zioni!
Partiamo da quelle nelle stazioni, che sono partite alla primavera precedente, ma ancora oggi danno quell'aria di postapocalittico che fa tanto città in movimento.
E poi quella meravigliosa sensazione di martello pneumatico che sfonda il timpano destro dalle dieci alle sette, di plastica bruciata nelle scale che condisce il caffè del mattino e di polvere che intasa le narici, che ti fa pensare che meno male che hai smesso di fumare.
E sì aumenta la socializzazione. Di improvviso ti viene voglia di stringere relazioni amicali con quelli che stanno negli uffici all'altro punto cardinale. Si perchè la stanza che ristrutturano è quella che sta accanto al muro del tuo ufficio. C'erano DuBBi in merito?
Assolutamente no, soprattutto da quando hai un fisso a cui lavorare e non un portatile.
La filosofia di Murphy
Sorridi... Domani sara' peggio.
Possono fare trasloco anche i vicini di sopra.
Il programma della felicità

ty Greta...
Carico... scarico...
E non si parla del mio
telefonino perchè il fatto che sia sempre scarico quando mi cercate è uno dei postulati della Relatività Ristretta.
Ma, abbassate la luminosità del monitor, e fate piano, si parla di...
carico lavorativo...
Ohhh l'abbiamo detto! Ora se qualcuno verrà a chiedervi nelle prossime due ore: "Sei carico?" cercate di non rispondere in base a quello che leggete qui.
Postulato numero Uno: Quando pensi che vogliano dire "Sei pieno di energie" e rispondi no... ti scaricano del lavoro addosso.
Postulato numero Due: Quando pensi che vogliano dire "Sei carico di lavoro" e rispondi si... e loro prendono a sorridere ampiamente e allora capisci che intendevano il significato di cui al postulato uno.
Postulato numero Tre: Il vostro vicino è sempre più scarico. Il vostro vicino pensa lo stesso di voi. Il vostro capo pensa lo stesso di entrambi. Voi pensate che il vostro capo potrebbe anche smettere di dormire, per replicare alle mail.
In fondo ha l'ufficio da solo no?!?
Prima conseguenza: l'unica risposta buona alla domanda è un mugolio di disperazione. Non funziona, sempre. Ma il venerdì la sua efficacia raddoppia.
Seconda conseguenza: se uscite dal vostro ufficio con la faccia di quelli scarichi, vi attende qualcuno al di là della soglia che passando vi dirà "Ma poi per quella cosa che nessuno ha visto ma per cui siamo in ritardo anche se firmiamo dopodomani e solo forse non è detto che ce la pagheranno... hai già fatto qualcosa vero?". Non potete caricarlo a testate.
Terza conseguenza: Non siete mai carichi, ne' scarichi. E' uno stato della mente, da proteggere. E da non discutere mai, con nessuno. Soprattutto con il vostro vicino di scrivania.
Precauzione per l'uso:
non fate leggere questo blog al vostro capo. Forse è troppo tardi scriverlo ora? Non è che posso SEMPRE pensare a tutto deh...
Relativismo Simbolico Trascendente
(laddove nessun neurone è mai giunto prima)
R.S.T. ovvero Relativismo Simbolico Trascendente, uno splendido ossimoro triverbale! Già! Perché, converrete con me, che se il relativismo si contrappone all’assolutismo, è pur vero che il simbolo è la rappresentazione assoluta e biunivoca di un concetto (astratto o meno), e parimenti la trascendenza, se da un lato contempla la simbologia per tentare di rendere tangibile quanto altrimenti non potrebbe esserlo, dall’altro nega la natura assoluta del simbolo che è solo una limitata e relativa visione del tutto.
Quindi, mi domando, chi pose per primo tali termini in sequenza, spacciandoli come una tripletta dotata di senso compiuto:
1. era caratterizzato da una conoscenza relativa della semantica?
2. non andava preso alla lettera, ma interloquiva per via simbolica?
3. era dotato di trascendenza tale da non poter essere compreso da esseri umani?
Una plausibile risposta sarebbe che era un relativista simbolico trascendente, uno di quegli strani individui in grado di negare le proprie stesse affermazioni confermandole al tempo stesso, il che algebricamente si verifica solo con l’elemento neutro rispetto all’operatore in questione; riferendosi all’eguaglianza di un simbolo con la sua negazione - sorpresa! - tale simbolo è rappresentato dallo zero:
a = -a se e solo se a = 0
In altre parole suddetto, sedicente, individuo riusciva a negare e al tempo stesso a dimostrare quanto stava affermando con sforzo nullo, essendo nulle le proprie affermazioni.
Se riprovevole costui può esser considerato per lo spreco di fiato e l’introduzione di anidride carbonica nell’atmosfera del nostro pianeta, è ammirevole invece come fenomeno ad aumento nullo dell’entropia ideologica, non trasmettendo il suo pensiero alcuna nuova idea definibile in termini hegeliani come autosostenentesi o autoreplicantesi.
Il mio sdegno al compier sforzo per sostenere il nulla (ditemi voi chi non trova ciò fisicamente assurdo!), si sviscera in una conclusione che par tratta da uno scritto del Nievo Ippolito:
Per ineluttabile sorte,
i suoi postumi emuli
d’ancor più sciagurata fama son adorni,
avendo provato qualcosa a costruire,
dal niente partendo,
e su tal niente,
tempo aver speso,
e moti celebrali che altrimenti,
almen per caso se non per cognizione,
ad alcuno giovare avrebbero potuto.