Relativismo Simbolico Trascendente
(laddove nessun neurone è mai giunto prima)
R.S.T. ovvero Relativismo Simbolico Trascendente, uno splendido ossimoro triverbale! Già! Perché, converrete con me, che se il relativismo si contrappone all’assolutismo, è pur vero che il simbolo è la rappresentazione assoluta e biunivoca di un concetto (astratto o meno), e parimenti la trascendenza, se da un lato contempla la simbologia per tentare di rendere tangibile quanto altrimenti non potrebbe esserlo, dall’altro nega la natura assoluta del simbolo che è solo una limitata e relativa visione del tutto.Quindi, mi domando, chi pose per primo tali termini in sequenza, spacciandoli come una tripletta dotata di senso compiuto:
1. era caratterizzato da una conoscenza relativa della semantica?
2. non andava preso alla lettera, ma interloquiva per via simbolica?
3. era dotato di trascendenza tale da non poter essere compreso da esseri umani?
Una plausibile risposta sarebbe che era un relativista simbolico trascendente, uno di quegli strani individui in grado di negare le proprie stesse affermazioni confermandole al tempo stesso, il che algebricamente si verifica solo con l’elemento neutro rispetto all’operatore in questione; riferendosi all’eguaglianza di un simbolo con la sua negazione - sorpresa! - tale simbolo è rappresentato dallo zero:
a = -a se e solo se a = 0
In altre parole suddetto, sedicente, individuo riusciva a negare e al tempo stesso a dimostrare quanto stava affermando con sforzo nullo, essendo nulle le proprie affermazioni.
Se riprovevole costui può esser considerato per lo spreco di fiato e l’introduzione di anidride carbonica nell’atmosfera del nostro pianeta, è ammirevole invece come fenomeno ad aumento nullo dell’entropia ideologica, non trasmettendo il suo pensiero alcuna nuova idea definibile in termini hegeliani come autosostenentesi o autoreplicantesi.
Il mio sdegno al compier sforzo per sostenere il nulla (ditemi voi chi non trova ciò fisicamente assurdo!), si sviscera in una conclusione che par tratta da uno scritto del Nievo Ippolito:
Per ineluttabile sorte,
i suoi postumi emuli
d’ancor più sciagurata fama son adorni,
avendo provato qualcosa a costruire,
dal niente partendo,
e su tal niente,
tempo aver speso,
e moti celebrali che altrimenti,
almen per caso se non per cognizione,
ad alcuno giovare avrebbero potuto.

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